News

COA BZ 14.05.2020: Misure organizzative dell’attività giudiziaria: presa di posizione del Consiglio dell’Ordine

   

Care Colleghe,

Cari Colleghi,

 

            all’esito di questa lunga Fase 1 dell’emergenza Covid 19, quale Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bolzano, sentiamo il bisogno di condividere con Voi alcune osservazioni rispetto al nostro operato sempre indirizzato alla tutela dell’Avvocatura di Bolzano.

   

            In particolare, con la presente, vogliamo condividere la ns posizione rispetto alle misure organizzative dell’attività giudiziaria nel periodo compreso fra il 12 maggio 2020 ed il 31 luglio 2020, diramate dai Capi degli uffici giudiziari della Regione d’intesa con la Presidente della Corte d’Appello di Trento ed il Procuratore generale della Repubblica di Trento.

   

            Dovete sapere che siamo stati interpellati nella fase preparatoria delle linee Guida per il periodo 12.05.2020 - 31.07.2020 ed abbiamo tempestivamente espresso ed inoltrato le nostre osservazioni alla Presidente Servetti che - per inciso - si sostanziavano in un certo disaccordo circa alcune proposte organizzative. Di tale contributo si è dato formalmente atto nelle premesse alle “misure organizzative generali”.  Purtroppo, fino alla diramazione del suddetto testo, avvenuta l’11 maggio 2020, non vi è stato più alcun ulteriore occasione di confronto nell’ambito del quale si potesse esprimere un eventuale disaccordo.

       

            Pertanto, abbiamo dovuto prendere atto che le nostre osservazioni non hanno trovato riscontro nel testo definitivo delle “misure organizzative generali”. Anche se tale operato è formalmente legittimo, pare doveroso stigmatizzarne, almeno in parte, l’esito.

   

            Riteniamo, infatti, opportuno sottolineare che le “misure organizzative generali” appena entrate in vigore non rispondano del tutto alle esigenze dell’Avvocatura, già in grave difficoltà a seguito della nota emergenza epidemiologica. In particolare, dobbiamo segnalare, nella parte della disciplina organizzativa dedicata al settore civile, l’incongruenza che emerge tra quanto disposto per  le udienze fissate per la precisazione delle conclusioni nelle cause soggette a rito ordinario (cfr. art. 2 lett. h), per le quali è prevista la trattazione mediante  il deposito telematico degli atti, rispetto alla disciplina adottata per le  udienze di prima comparizione di cui agli articoli 183 e 350 c.p.c., le quali vanno invece differite a data successiva al 30.06.2020. Ora, è chiaro che anche tali ultime udienze potrebbero facilmente trattarsi in forma scritta-telematica. Non si percepisce, pertanto, la ritenuta necessità di un differimento di tali udienze, anche considerando che in tal modo ne conseguirà  un inutile, quanto dannoso (per gli avvocati) rinvio del provvedimento di concessione dei termini per il deposito delle memorie ai sensi del VI° comma dell’art. 183 c.p.c., la redazione delle quali costituisce momento di attività professionale centrale in ogni causa civile ordinaria.

                   

             Allo stesso modo appare criticabile il rinvio delle udienze civili già fissate per l’escussione dei testi a data successiva al 31.07.2020 (cfr. art. 2 lett. a) che  in pratica, stante la ripresa del periodo di sospensione feriale dei termini, andrà a coincidere  con date successive al 31.08.2020.

   

            Per quanto attiene invece alle linee guida per i procedimenti in materia di famiglia siamo riusciti, grazie anche all’appoggio dell’Osservatorio per il diritto di famiglia, a far presente le nostre esigenze come avvocatura, avanzando la proposta, che è stata recepita,  di raccogliere le dichiarazioni delle parti per la trattazione scritta nei modi previsti per le procure alle liti ai sensi dell’art. 83 comma 20-ter d.l. 18/2020, nonché quella di estendere la trattazione telematica anche alle negoziazioni assistite.

     

            Per le udienze di esecuzione mobiliare (pignoramento presso terzi) abbiamo invece insistito affinché vengano comunque tenute anche nel periodo tra il 12.05. ed il 30.07.2020, fissandole ad orario scaglionato nel rispetto delle prescrizioni sanitarie vigenti ed utilizzando a tal fine  le più spaziose aule site al terzo piano del palazzo di giustizia che, per le loro dimensioni, si prestano al rispetto delle distanze prescritte.

     

            Infine, non appare ragionevole, l’istituzione del call center unificato istituito per tutti gli uffici giudiziari del distretto (cfr. art. 7). L’accesso ai servizi di cancellerie e delle segreterie esclusivamente tramite l’appuntamento da richiedere al numero verde  non pare consono alla funzione svolta dall’Avvocatura, alla quale va riservata il libero accesso agli uffici giudiziari o, quantomeno, tramite l’appuntamento diretto con l’ufficio direttamente interessato.

     

            Le obiezioni espresse vanno certamente intese a titolo esemplificativo.

 

            In tale ottica, Vi rappresentiamo la ferma intenzione di questo Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di pretendere il rispetto delle garanzie e di ogni prerogativa della nostra professione.

   

            Per tale ragione, monitoreremo la corretta attuazione della presente disciplina - grazie anche alle eventuali vostre segnalazioni - continuando a richiedere misure più rispondenti alle esigenze dell’Avvocatura nell’ambito di un sincero confronto con l’Autorità giudiziaria e gli altri Consigli dell’Ordine del distretto. Già quest’oggi alcune delle osservazioni critiche ivi riassunte sono state rappresentate ai Capi della Corte d’Appello di Trento, firmatari delle recenti misure organizzative adottate.

       

Cordiali saluti